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Gli Attacchi di Panico

>Attacchi di Panico Acilia

Come lo descrivono i pazienti

Le persone che soffrono di Attacchi di Panico descrivono tutti la stessa scena: una paura intensa, che si manifesta all'improvviso, senza un motivo apparente e senza un pericolo preciso e individuabile.

Quello che spaventa in realtà è la reazione dell'organismo, reputata irrazionale, non spiegabile, perché all'improvviso il cuore inizia a battere all'impazzata e si avverte una fitta al petto, le mani sudano, si avverte un formicolio ovunque, si passa da brividi di freddo a vampate di calore, il respiro diventa affannoso, portando ad una sensazione di soffocamento, si prova senso di nausea o dolori addominali, come un attacco di colite.

Accanto a questi sintomi somatici, queste persone descrivono e temono i sintomi cognitivi associati all'Attacco di Panico: c'è una sensazione di sbandamento o svenimento, una paura intensa di morire (la prima cosa a cui si pensa è l'infarto), di perdere il controllo e soprattutto d'impazzire. Una caratteristica importante per la diagnosi d' Attacco di Panico è il criterio temporale: tutto queste sensazioni angosciose avvengono insieme, esordiscono all'improvviso e durano solo pochi minuti. Il problema principale è che avvenuto il primo Attacco di Panico (“Il maledetto”, lo chiamava un mio ex paziente), ne arrivano altri, ogni volta che la mente associa in maniera inconsapevole una situazione a quella vissuta nel primo Attacco di Panico. Per fare un esempio:

  1. il primo Attacco di Panico si verifica in macchina, passando sotto un cavalcavia;
  2. in seguito, si attiva un'ansia anticipatoria per cui la persona ha paura di averne un altro mentre guida e soprattutto in prossimità di un cavalcavia;
  3. si verificano altri Attacchi di Panico quando quella persona sarà in macchina o dovrà passare sotto un cavalcavia, ma anche sotto un ponticello a piedi ecc..
  4. a questo punto il disturbo viene percepito come invalidante, perché stravolge la vita e le abitudine di quella persona che si sente condizionata dalla sua paura e dal suo malessere.
  5. Le strade sono due: affrontare con estrema ansia le situazioni che generano paura o evitarle.

Identikit della persona con Attacco di Panico

I dati che provengono dalla clinica ci portano ad individuare dei fattori implicati nella genesi di un Attacco di Panico.
In genere le persone che soffrono di questo disturbo sono personalità ansiose, con genitori ansiosi, per cui c'è in primo luogo un apprendimento di come si reagisce agli eventi: con l'ansia.
Si anticipano quasi sempre conseguenze catastrofiche.

Queste persone in linea di massima hanno difficoltà a raccontarsi in termini emotivi, a parlare di cosa provano e di come vivono le situazioni: questo comporta uno spostamento sul corpo di un vissuto emotivo.
Sono persone che hanno difficoltà a imporsi, vivono con disagio il discutere con gli altri per far sentire le proprie ragioni e si sentono in colpa quando sono costretti a dire dei no.

Si descrivono come non in grado di stare da sole, perché ci tengono alle relazioni e le considerano molto importanti.
Di fronte ad un cambiamento o una separazione hanno paura di non farcela o di non essere pronti, perché poco sicuri di sé.
Tutto ciò porta queste persone a vedersi come deboli ed è qui che s'insinua l'Attacco di Panico, che avviene sempre in corrispondenza di un cambiamento importante, per cui si chiedono: “ce la farò ad affrontare tutto questo, essendo così fragile?”
Quello che queste persone non riescono a vedere è che tutte queste caratteristiche sono risorse e non punti deboli, se visti dalla giusta prospettiva.


Alcuni consigli

  • non fare il check-up giornaliero: le sensazioni somatiche che l'Attacco di Panico comporta sono sgradevoli, ma concentrarsi sul corpo e su quello che può succedere fa aumentare l'ansia e porta ad un altro attacco di panico;
  • concentrarsi su quello che sta succedendo proprio adesso e su quello che si sta provando, ponendosi delle domande quando si avverte l'ansia: “C'è qualcosa che mi dà fastidio?” “C'è qualche situazione che non voglio affrontare?” “Sono arrabbiato? Triste?” “Sono soddisfatto della mia vita?” “C'è qualcosa che vorrei fare e mi sento in gabbia?”;
  • controllare la respirazione, perché durante un attacco d'ansia si tende ad andare in iperventilazione: la respirazione lenta e profonda permette una migliore ossigenazione, favorendo la concentrazione e rilassando la muscolatura. I sintomi fisici connessi all'Attacco di Panico sono in risultato dell'iperventilazione;
  • accettare che non si può controllare tutto e non si può predire il futuro;
  • essere consapevoli che lo sforzo di predire una catastrofe, fa solo vivere male il presente;
  • accettare la vulnerabilità umana: essere coraggiosi non vuol dire non provare paura, ma affrontare le situazioni, pur provando paura.

Dott.ssa Francesca Ambrogio
Psicologa e psicoterapeuta - Acilia


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Ultima modifica: 07/06/2016

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