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Psicologia femminile: “le dee dentro la donna” di Jean Bolen

In questo libro, che consiglio vivamente di leggere, la psicanalista junghiana collega la psicologia femminile  ai miti greci, al fine di comprendere profondamente l’ anima e l’essenza del femminile.
Ogni donna può riconoscersi in uno o più archetipi, che guidano il nostro comportamento nei diversi ruoli (di madre, moglie, figlia, lavoratrice) che ricopriamo. Riporto una breve sintesi delle caratteristiche principali di questi splendidi esempi di femminile, rimandando alla lettura completa del testo “Le dee dentro la donna” di Jean S. Bolen

ARTEMIDE
Dea della caccia e della luna, sorella gemella di Apollo e figlia di Leto e Zeus. A Causa dell’ira di Era, Leto dovette partorire in luogo isolato e quando a tre anni la portò sull’Olimpo per farla conoscere a Zeus, questi  estatico per tanta bellezza le chiese cosa desiderasse. Artemide chiese arco, frecce, cani con cui andare a caccia, una tunica corta per poter correre, terre selvagge su cui dominare e castità esterna.
Come archetipo è la dea dell’indipendenza, della donna orientata all’obiettivo, decisa, determinata, che s’impegna nel lavoro a cui dà un valore personale oppure in progetti in cui ci mette tutta se stessa. Protettrice e vendicatrice delle donne vittime di violenza o in difficoltà, instaura con le altre donne rapporti di sorellanza. Il legame con la natura e l’aspetto lunare conferiscono a questo tipo di donna la capacità di guardarsi dentro e una sorta di  unione spirituale col mondo. Dal punto di vista relazionale e  affettivo, i rapporti interpersonali non sono prioritari e la sessualità non ha la dimensione emotiva che ha per altre dee, tanto da apparire fredda e distaccata. Tende ad instaurare con i partner rapporti di fratellanza e di stima e sta bene con uomini che mantengono una certa distanza emotiva e che non dipendono da lei. È una madre protettiva, ma che spinge i figli verso l’indipendenza e che non li considera la sua realizzazione personale.

ATENA
Splendida e imponente Dea della saggezza e dei mestieri, unica ad essere rappresentata con elmo e scudo, stratega e simbolo di controllo dell’intelletto sull’istinto. Era stato predetto a Zeus che avrebbe avuto dalla sua consorte Metis una figlia che l’avrebbe uguagliata per coraggio e saggezza, pertanto il padre degli dei fece diventare piccola Metis e la inghiottì. Atena nacque adulta dalla testa di Zeus e fu sempre il suo braccio destro. L’archetipo Atena rappresenta la donna razionale, capace di consigliare, con senso pratico e sangue freddo. Sa organizzare e dirigere bene un lavoro, un progetto o la famiglia: pianifica in modo che tutto sia perfetto funzionale. Le piace circondarsi di uomini potenti, senza necessariamente avere legami emotivi, predilige la compagnia maschile, di cui condivide la mentalità, è leale al suo uomo, conservatrice. Ama gli uomini vincenti, concreti, che sanno ciò che vogliono e disprezza i sognatori, i sensibili, i romantici. Il matrimonio è vissuto come un rapporto di solidarietà e la sessualità non riveste l’importanza affettiva ed intima, nonostante possa essere una buona amante. È una buona madre di figli vivaci, intellettualmente stimolanti, indipendenti, a cui lei fa da guida. E’ una donna corazzata, che può intimidire, togliere spontaneità e creatività agli altri.

ESTIA
Primogenita di Rea e Crono, è la sorella degli dei della prima generazione, dea del focolare. Come per le altre due dee vergini, la caratteristica di Estia è il distacco, l’introspezione  e il contatto con se stessa, che le premettono di concentrarsi sui propri valori. La donna che ha come archetipo Estia si dedica alla cura della casa, alle mansioni quotidiane con concentrazione e ne trae piacere. È una donna con un’identità salda, che non si fa condizionare dagli eventi esterni, che rimane  presente a se stessa, che mantiene un rapporto spirituale con il mondo. La donna Estia è in grado di prendersi del tempo per se stessa, perché non ha necessità di riempirlo di attività e di relazioni e sa fare tesoro della solitudine. Non dà molta importanza alla vita sessuale, è una buona moglie, non competitiva col compagno, fedele, ma mai dipendente: è autonoma perché emotivamente ha un senso di Sé pieno indipendentemente dalla relazione con gli uomini. Tende a passare nell’anonimato, perché non le interessa di presentarsi “adeguata” al mondo esterno, ed il distacco emotivo le impedisce di dimostrare i suoi sentimenti all’altro.

ERA
Figlia di Rea e Crono, settima e ultima consorte di Zeus. Era fu ingannata da Zeus che fu estasiato dalla sua bellezza e la volle sedurre trasformandosi in un uccellino, la dea acconsentì a concedersi quando Zeus le promise di sposarla.  L’archetipo Era è quello della moglie, la donna che si sente incompleta senza un uomo accanto. È la donna capace di essere leale e fedele, di instaurare rapporti duraturi nonostante le difficoltà, che conferisce al matrimonio un valore sacro, una realizzazione personale e un riconoscimento sociale. È una donna  insicura, esposta alla gelosia, che non si fida del suo partner e questo può deteriorare la relazione confermando le sue paure. Se viene abbandonata vive nella speranza di un ritorno, il che le impedisce di farsi la propria vita e di evolversi come persona. La donna Era è vendicativa e riversa la sua ira verso l’altra e verso suoi figli, mai verso il marito, da cui dipende emotivamente. Il lavoro è un aspetto secondario della propria vita e tende a non coltivare le amicizie, a favore del rapporto col proprio uomo.  La propria vita sociale è in funzione della coppia. La sessualità è vissuta come un impegno all’interno del matrimonio, ma può essere gratificante. Anche i figli sono in funzione del ruolo di moglie e sono un legame secondario rispetto a quello con il marito. È una donna radiosa se il suo matrimonio è felice, ma è la divinità femminile più distruttiva dell’Olimpo, vittima degli uomini e carnefice delle donne, soprattutto di Afrodite, che condanna, giudica, esclude, perché non condivide i suoi ideali. Tende a stigmatizzarsi nel ruolo, scindendo ciò che è un compito femminile  da ciò che è un compito maschile e questo impoverisce la sua crescita individuale.

DEMETRA
Dea delle messi, figlia di Rea e Crono e quarta consorte di Zeus, dalla cui unione nacque Persefone. Quando la figlia venne rapita da Ade e trascinata agli Inferi (col consenso di Zeus), Demetra disperata la cercò per nove giorni e nove notti, smettendo di compiere la sua funzione, cosicché la terra divenne infertile. A questo punto Zeus mandò Ermes negli Inferi a riprendere Persefone per riportarla sulla terra dalla madre. Demetra è l’archetipo della madre che si realizza nel generare, nutrire, crescere ed educare i figli; il suo istinto è quello di prendersi cura degli altri, per cui le piace cucinare per gli ospiti e per la sua famiglia, verso cui è molto premurosa. È una madre determinata quando si tratta del benessere dei figli, generosa e fonte di sostegno. Quando la donna Demetra perde questa funzione, perché i figli diventano indipendenti, cade in depressione. È una donna calda, affidabile, affettuosa, femminile, pratica, che tenderà a fare lavori di tipo assistenziale (educatrice, infermiera, psicologa). Non entra in competizione con le altre donne e tende ad instaurare amicizie profonde con altre donne Demetra. La donna con questo archetipo si lega a uomini bisognosi di una mamma comprensiva e protettiva, uomini che avrà difficoltà a lasciare perché soffrirebbero , stimola dipendenza e tende a esercitare il controllo. Può assumere atteggiamenti aggressivi passivi perché non sa dire di no.

PERSEFONE
Figlia di Demetra e Zeus, fu rapita da Ade col consenso del padre e divenne regina degli Inferi. Non è portata ad agire ma a farsi agire, ha un atteggiamento condiscendente e passivo. Ha due archetipi: quello della fanciulla e quello della regina degli Inferi. Quando predomina il primo archetipo è simbolo di giovinezza e vitalità e abbiamo di fronte donne  che non si impegnano in un rapporto o in progetto, qualsiasi cosa facciano sembra che non lo facciano “davvero” e sembra che aspettino sempre qualcuno che le faccia crescere. È una donna duttile, che si adatta ai desideri dell’uomo e lo compiace, è “tutto” per qualsiasi uomo, non ha una volontà propria e diventa di volta in volta ciò che l’altro desidera, facendo da specchio all’altro. La sua sessualità innocente piace agli uomini e a lei piace piacere, pur mancando di passionalità. Attrae uomini inesperti, o duri o uomini che non si sentono a loro agio con donne mature: l’uomo con la donna Persefone sa che non sarà mai messo in discussione , si sente potente di fronte a chi dice “decidi tu, per me è uguale” (ed è uguale davvero). L’uomo è spesso un mezzo per fuggire alla madre, come nel mito. Quando predomina il secondo aspetto, avremo una donna capace di mediare tra la realtà oggettiva e l’Inconscio, sede di istinti, ricordi, sentimenti.
Tra le dee è quella che meglio si presta alla crescita, ma non avendo la personalità delle altre dee tende a sviluppare modi subdoli per ottenere ciò che vuole: l’adulazione, la menzogna, la manipolazione.

AFRODITE
Dea della bellezza e dell’amore, nasce adulta dalla spuma marina generata dal taglio dei genitali di Urano; approdò nell’isola di Cipro e scortata da Eros (Amore) e Imeros (Desiderio) da parte del figlio Crono, fu portata all’Olimpo e accolta come dea. Quando lo sguardo di Afrodite si poggia su un oggetto, su una persona, su un luogo esso si ricopre di straordinaria bellezza.
È l’archetipo dell’amante e nel rapporto amoroso si crea un’attrazione chimica, con forte carica erotica. La dea Afrodite, a differenza delle altre, sceglie il suo uomo. Ogni forma di innamoramento implica la presenza di Afrodite, cioè la capacità di approcciarsi all’altro con la curiosità di conoscerlo e di tirarne fuori la bellezza; pertanto l’altro si sente attraente e interessante, perché circondato dalle sue attenzioni, si sente vivo, stimolato nei pensieri e nei sentimenti. La donna Afrodite è ispiratrice di Sogni e aiuta l’uomo nel processo creativo, inoltre la sua passionalità si esplica nella sua dedizione al lavoro o ad un progetto che la interessa.
Il desiderio di avere figli corrisponde al desiderio di avere quell’uomo sessualmente o sentimentalmente. È un madre che riesce a tirar fuori dai figli le proprie capacità, sviluppando sentimenti di autostima e fiducia in sé stessi, ma può essere una madre incostante.
Non è una donna gelosa o possessiva, ma suscita sentimenti di gelosia e inadeguatezza nelle altre donne che vedono i loro uomini avvolti in un processo alchemico con lei.
La donna Afrodite ha una sessualità istintiva, s’ innamora facilmente e questo la rende poco costante e anticonformista; a causa della sua passionalità può innamorarsi di uomini inadeguati.

Dott.ssa Francesca Ambrogio
Psicologa e psicoterapeuta - Acilia


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Ultima modifica: 07/06/2016

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